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Lunedì 20 Febbraio 2012 12:38 |
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Il Bari sa vincere in trasferta ed il Livorno non sa vincere in casa. Si potrebbe riassumere cosi il risultato di sabato al Picchi. I pugliesi arrivano ed in 15 minuti blindano in pratica la partita. Il gol, bellissimo per altro, di Paulihno riaccende in parte la gara dando l'illusione di poter recuperare il risultato nella seconda frazione di gioco. Il Livorno sembra divertirsi ad inseguire gli avversari e questo è successo ben sei volte nelle otto gare a guida Madonna. Il problema è di non facile soluzione. La partenza contro contro il Bari è stata deleteria concedendo due reti nei primi 15 minuti e contro una formazione abituata a far gol e vincere in trasferta, diventa una missione impossibile recuperare. Nelle interviste del dopo partita il tecnico amaranto ammette le sue colpe nell'impostazione della squadra, con i centrocampisti troppo alti. In alcuni casi e con squadre come il Bari forse sarebbe stata necessaria un po più di prudenza, aspettando una quindicina di metri più indietro gli avversari. Due gol fotocopia, due errori fotocopia della difesa. Eppure il Livorno riesce sempre a fare la partita e non si abbatte e questo va ascritto tra i meriti di Madonna. Le assenze forzate di Knezevic e Pieri hanno tolto un po di sicurezza e di efficacia nelle chiusure ma non si può buttar la croce adosso a chi era in campo. Ma è chiaro che assenze cosi a lungo andare si fanno sentire, sopratutto con dei marpioni come i galletti baresi e se la linea centrale non crea un filtro efficace. I cambi effettuati non hanno dato i risultati sperati anche se come detto gli amaranto hanno creato molto. E' un Livorno che va migliorato o meglio riorganizzato un po in tutti i reparti e la sosta arriva al momento giusto per permettere a Madonna di lavorare per rettificare alcuni meccanismi e capire come evitare le partenze ad handicap. (A.C.)
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